Alcalinizziamoci!

19221668_452405715151909_94455850546290033_oPrima che l’anno finisca, in fase di bilanci e buoni propositi è doveroso che tutti possiate sapere quanto una corretta alimentazione possa aiutarci a vivere meglio e perchè no…magari anche più a lungo.

Ho chiesto perciò alla mia Biologa Nutrizionista, la dottoressa Francesca Russo, di rispondere a qualche domanda e  dare la possibilità a me di avere un memento costante ed a chi mi legge di scegliere anche oggi di essere felici.

Come sapete ho dovuto cambiare drasticamente alimentazione da quando Mr C è entrato a far parte della mia vita e ancora oggi dimentico che sono una malaticcia in cura. A ricordarmelo ci pensa il mio corpo. Sì perchè (assurdo ma vero) se ‘sgarro’ poi sto male, nausea a gogo e mal di testa a iosa.

Buona lettura e buon anno nuovo, ovunque voi siate.

  1. Quanto incide l’alimentazione sullo stato di salute generale di una persona?     L’alimentazione è ciò che più incide, come fattore esterno, nello stato di salute di una persona.Una corretta ed equilibrata dieta è la forma preventiva per eccellenza, ed inoltre è collegata al miglioramento della forma fisica e mentale. Mangiare bene quindi è sinonimo di “essere in salute”
  2. Nel caso invece di patologie particolari come quelle adenomatose, oggi si ritiene opportuno integrare le terapie con un sano e ben calibrato regime alimentare. Perché? L’adenoma è un tumore benigno ghiandolare. Le sedi di interesse maggiore, quali ovario, mammella, surrene, fegato, ci fanno ben percepire quanta affinità c’è tra lo svilupparsi e il progredire dell’adenoma, e la secrezione ormonale (fisiologica o meno che sia).Disfunzioni ormonali causate anche da cattive abitudini alimentari, ci fanno intendere quanto sia importante imparare ad alimentarci in maniera sana.Quindi oltre che come forma preventiva, una dieta equilibrata e sana, deve essere abbinata alla terapia oncologica stessa, al fine di tenere a bada stimolazioni ormonali insane.
  3. Quanto può influire la sana alimentazione nel recupero di pazienti in terapia oncologica?Collegandomi a quello che spiegavo prima, posso confermare che una sana alimentazione influisce notevolmente sul recupero e sulla guarigione di un paziente oncologico.Esistono delle reazioni che possono scatenarsi nel nostro organismo, causando e accelerando la mutazione delle nostre cellule sane in quelle che noi chiamiamo cancerogene. Sono delle reazioni di cancerogenicità, che possono derivare dall’assunzione frequente o in grosse quantità di carni rosse o troppo grasse, di insaccati, frittura, bevande zuccherate; oppure causate da metodi di cottura sbagliati (ad esempio grigliatura).Diversamente, una dieta ricca di grassi insaturi (olio d’oliva), fibre e con cotture e raggiungimento di punti di fumo ottimali, prevengono o addirittura rallentano il processo.
  4. Dieta alcalina, cos’è? È riservata solo a chi ha particolari problemi?Ho avuto modo di studiare ed approfondire questo tipo di dieta, e soprattutto le basi su cui si fonda. La dieta alcalina parte dal presupposto che il nostro organismo è una macchina perfetta che per funzionare bene ha bisogno di equilibrio. Per ottenerlo, secondo questa teoria, è bene agire sul PH del corpo, per evitare che le cellule sane possano degenerare o il sistema immunitario dia la possibilità a germi e batteri di proliferare. Per mantenere tale equilibrio è necessaria una giusta alimentazione e idratazione, con lo scopo di disintossicare e rivitalizzare il nostro corpo. Per questo che è ottima per chi è in terapia oncologica o per forma preventiva. Vari studi evidenziano anche l’importanza di consumare ogni giorno una buona quantità di alimenti alcalini per prevenire l’osteoporosi, la debolezza muscolare associata all’invecchiamento e la formazione di alcuni tipi di calcoli urinari (come quelli costituiti da acido urico, cistina e ossalati di calcio). Una dieta alcalina, inoltre, aiuta a contrastare la perdita di calcio dovuta all’eccessiva assunzione di sodio (largo uso di alimenti salati) ed in tal senso è utile per le donne nel periodo menopausale, specie se a rischio osteoporosi.

Per contatti e info cliccate qui per esser collegati alla pagina della Dottoressa Russo.

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