Mamma, dov’è papà?

C’è una grande realtà ai più completamente sconosciuta. Una sorta di esercito silenzioso, come le celebri statue di Terracotta della dinastia Qin: non li si sente certo lottare, non si percepisce alcun fragore di armi, eppure loro sono lì, per difendere il loro bene più prezioso. Per le statue è la tomba del faraone, per l’esercito di cui sto per parlarvi, invece, si tratta dei loro figli.

È questo lo scopo primo dell’associazione Movimento Mantenimento Diretto, tesa a garantire un’uguaglianza genitoriale a seguito di una separazione: difendere il loro diritto ad esser padri.

L’associazione si costituirà sabato 22 settembre al termine del congresso “La sfida della genitorialità condivisa nella famiglia separata: nuovi modelli per una continuità relazionale”. Dalle ore 9 di sabato 22, nella sala dei baroni del maschio angioino, a Napoli, avvocati, psicologi, padri, si incontreranno per discuterne e costituire la loro associazione: un vero faro nel buio di alcune vite.
La costituenda associazione guarda con attenzione anche l’evolversi dell’iter parlamentare del DDL 735 “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità” (c.d. DDL Pillon dal nome del senatore della Lega firmatario della proposta), incardinato in commissione giustizia al Senato. Una legge che, se approvata, garantirà davvero pari dignità e responsabilità ai genitori. In realtà, a ben vedere, una legge in materia ( la 54 del 2006) era già esistente , ma quasi mai presa in considerazione dai tribunali Italiani, nonostante le continue pressioni da parte dell’Unione Europea in materia di bigenitorialità.

I ‘guerrieri’ – continuando la metafora con il silenzioso esercito di terracotta- sono padri, ex mariti, compagni di donne che condividono con loro momenti di gioia e momenti di frustrazione perché, purtroppo, non tutte le separazioni ‘nascono col buco’. Non tutte le donne, quale che sia la causa scatenante, decidono di riconoscere ai loro ex coniugi il sacrosanto diritto ad esser genitori.

Non parlo ovviamente dei casi in cui il padre in questione sia impossibilitato ad esercitare questo diritto per qualsivoglia problema psicologico, di violenza o simili. Mi riferisco ai tanti padri che spesso han subito la scelta di una separazione senza poter batter ciglio, che hanno “elaborato il lutto” e che vorrebbero solo amare i propri figli nella stessa modalità con cui li ha per sé la madre. Da donna, madre e felicemente sposata non posso che plaudere all’iniziativa del Movimento Mantenimento Diretto per una uguaglianza genitoriale, perché da madre so quanto sia importante per i miei figli vivere entrambi i genitori, da insegnante so che i miei alunni figli di genitori separati e che vivono di un affidamento esclusivo, cercano sempre disperatamente di colmare quel vuoto che è stato causato dal forzato allontanamento di papà o mamma.

L’amore per i figli dovrebbe superare qualunque personalismo, qualunque egoismo, ed in una realtà ideale, a seguito di una separazione, il bambino dovrebbe poter scegliere- senza restrizioni mentali- con chi trascorrere il suo tempo. In fondo non ci sono gare da vincere, trofei genitoriali da collezionare, di fronte ad un bimbo che chiede amore si può solo amare.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...