I flagellanti

La processione dei flagellanti, Goya

Buon pomeriggio, cari amici.

Come sapete sono in Calabria e ho avuto la fortuna di conoscere un flagellante. Questo ragazzo ha voluto restare anonimo e non vuole che ci siano foto sue in atto di flagellarsi ma vi racconterò la sua storia. I flagellanti nascono in epoca Medievale in seno adi sette e movimenti religiosi (anche cluniacensi, francescani, domenicani ne erano membri). La pratica era quella di flagellarsi, colpirsi cioè ripetutamente, per espiare delle colpe proprie o altrui attraverso il dolore. 

E gli amanti della letteratura ricorderanno senza dubbio la storia di Jacopone da Todi, tra i primi compositori in volgare per le sue laudi, fattosi monaco dopo aver scoperto un cilicio sotto la gonna della moglie ormai morta (e che si flagellava per chieder perdono degli stravizi del marito).

Una pratica antica, insomma, che serviva anche per chiedere a Dio che pestilenze e carestie fossero debellate. Il mio amico mi ha raccontato che nel suo paese, Nocera Terinese, lui è flagellante da quando aveva quattro anni. Inizialmente portava solo la croce lignea durante la processione e poi ha iniziato ad essere uno dei “vattienti”, come si chiamano in dialetto. 

Per flagellarsi usano un tappi di sughero, mantenuto come una spugna, alla cui estremità son conficcati tredici pezzi di vetro, a simboleggiare i dodici apostoli ed il Cristo. Durante la settimana santa avviene la preparazione, più spirituale che fisica, per poi dar vita alla processione.

Vi chiederete cosa c’entri la flagellazione con il mio blog ed il cancro. Mi affascina questo aspetto della fede così arcaico e nel contempo attualissimo. Ma un legame c’è. 

Chi mi ha raccontato questa storia ha ribadito più volte che non lo fa per esibizionismo, da qui il perché del no alle foto o al nome, ma lo fa solo per fede. E ci vuole una notevole forza di volontà per conficcarsi con movimenti studiati tredici pezzi di vetro nei polpacci e camminare per il paese nonostante il dolore. Ecco, il legame è tutto lì, nella grande forza di volontà che ciascuno di noi deve mettere per affrontare la vita!

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2 risposte a "I flagellanti"

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